Questa pagina raccoglie i due documenti adottati da Kyoto Judo Kai a.s.d. in materia di Safeguarding:

Responsabile per le Politiche di Safeguarding: Sig. Diego Ferrari safeguarding@kyotojk.it

Codice di Condotta

per la tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione (c.d. Politiche di Safeguarding)

1. Premessa

I soggetti tenuti al rispetto del presente documento sono:

  • tutti i Tesserati e le Tesserate del Kyoto Judo Kai a.s.d.;
  • tutti coloro che intrattengono rapporti di lavoro o volontariato con il Kyoto Judo Kai a.s.d.;
  • tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intrattengono rapporti con il Kyoto Judo Kai a.s.d.

1.1 Validità e durata

Il presente documento è elaborato con validità quadriennale (nell’ambito del quadriennio olimpico che scadrà il prossimo dicembre 2028) e comunque aggiornato ogni qual volta necessario per recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.

1.2 Descrizione revisioni

La presente revisione 0 è la prima emissione.

2. Codice di condotta adottato

Il Kyoto Judo Kai a.s.d. adotta il seguente codice di condotta, ispirato ai sottoelencati principi:

  1. al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;
  2. all’educazione, alla formazione e allo svolgimento di una pratica sportiva sana;
  3. alla piena consapevolezza di tutti i Tesserati e le Tesserate in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
  4. alla creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti dei Tesserati e delle Tesserate, in particolare se minori;
  5. alla valorizzazione delle diversità;
  6. alla promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;
  7. alla promozione da parte di Dirigenti e Tecnici al benessere dell’Atleta;
  8. alla effettiva partecipazione di tutti i Tesserati e le Tesserate all’attività sportiva secondo le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
  9. alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.

Il codice di condotta prevede inoltre le seguenti disposizioni:

  1. la rimozione degli ostacoli che impediscano la promozione del benessere dell’Atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psico-fisico dello stesso secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
  2. la rimozione degli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’Atleta alle attività, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.

Nella realizzazione delle finalità di cui sopra e in particolare della prevenzione e contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, il codice di condotta stabilisce altresì:

  1. le fattispecie, le tutele e le sanzioni disciplinari applicabili in caso di violazione, ivi compresa la sospensione cautelare dalle attività sportive, fermi i provvedimenti degli Organi di Giustizia Federali, Civili e Penali;
  2. apposite procedure di selezione degli operatori sportivi, anche al fine di garantire che i candidati siano idonei ad operare nell’ambito delle attività giovanili e in diretto contatto con i Tesserati e le Tesserate minori, se del caso;
  3. la sorveglianza e il monitoraggio del corretto rispetto dei principi del codice di condotta;
  4. adeguati obblighi informativi per la diffusione delle disposizioni e dei protocolli relativi alla protezione dei minori, anche mediante corsi di formazione e corsi di aggiornamento dedicati a tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai Tesserati e alle Tesserate minori;
  5. disposizioni che disciplinino le incompatibilità e che siano finalizzate a evitare il cumulo delle funzioni in capo a un unico soggetto nonché, più in generale, a gestire eventuali conflitti di interesse;
  6. disposizioni che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni comunque ricevute o reperite relative a eventuali segnalazioni o denunce di violazione del codice di condotta.

2.1 Doveri e obblighi dei Tesserati e delle Tesserate

Tutti i Tesserati e le Tesserate devono:

  • comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntata al rispetto nei confronti degli altri Tesserati e Tesserate;
  • garantire la sicurezza e la salute degli altri Tesserati e Tesserate, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
  • impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri Tesserati e Tesserate nei percorsi educativi e formativi;
  • impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
  • instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli Atleti ovvero loro delegati;
  • prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
  • affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
  • collaborare con gli altri Tesserati e Tesserate nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
  • segnalare senza indugio al Sig. Diego Ferrari, Responsabile delle Politiche di Safeguarding del Kyoto Judo Kai a.s.d., raggiungibile all’email safeguarding@kyotojk.it, ogni situazione, anche potenziale, che esponga sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

2.2 Doveri e obblighi dei Dirigenti Sportivi e degli Insegnanti Tecnici

I Dirigenti sportivi e gli Insegnanti Tecnici devono:

  • agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
  • astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei Tesserati e delle Tesserate, specie se minori;
  • contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei Tesserati e delle Tesserate, in particolare se minori;
  • promuovere un rapporto tra tutti i Tesserati e le Tesserate improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
  • astenersi dal creare situazioni di intimità con il Tesserato o la Tesserata minore;
  • porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati;
  • comunicare e condividere con il Tesserato e la Tesserata minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi;
  • astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il Tesserato o la Tesserata minore, anche mediante social network e canali di comunicazione a distanza o di messaggistica rapida;
  • impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
  • segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli Atleti e delle Atlete loro affidati;
  • dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
  • sostenere i valori del sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei Tesserati e delle Tesserate;
  • conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di Safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
  • astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei Tesserati e delle Tesserate minori, se non per finalità promozionali, educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
  • segnalare senza indugio al Sig. Diego Ferrari, Responsabile delle Politiche di Safeguarding del Kyoto Judo Kai a.s.d., raggiungibile all’email safeguarding@kyotojk.it, ogni situazione, anche potenziale, che esponga i Tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

2.3 Diritti, doveri e obblighi degli Atleti e delle Atlete

Il codice di condotta stabilisce tra l’altro i seguenti diritti, doveri e obblighi a carico degli Atleti e delle Atlete:

  • rispettare il principio di solidarietà tra Atleti e Atlete, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
  • comunicare le proprie aspirazioni ai Dirigenti Sportivi e ai Tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri Atleti e le altre Atlete;
  • comunicare ai Dirigenti Sportivi ed ai Tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
  • prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri Atleti e nelle altre Atlete;
  • rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri Atleti e delle altre Atlete e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
  • rispettare la funzione educativa e formativa dei Dirigenti Sportivi e dei Tecnici;
  • mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri Atleti e con le altre Atlete e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
  • riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli Atleti e delle Atlete ovvero ai loro delegati;
  • evitare contatti e situazioni di intimità con Dirigenti Sportivi e Tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
  • astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima proprio o altrui, anche ricevuto da terzi, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding;
  • segnalare senza indugio al Sig. Diego Ferrari, Responsabile delle Politiche di Safeguarding del Kyoto Judo Kai a.s.d., raggiungibile all’email safeguarding@kyotojk.it, ogni situazione, anche potenziale, che esponga sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

3. Fattispecie di reato

Di seguito si descrivono le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione (reati):

Abuso psicologicoQualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del Tesserato/della Tesserata, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.
Abuso fisicoQualunque condotta consumata o tentata – tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti –, che sia potenzialmente in grado di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, delle lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da comprometterne una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un Tesserato/una Tesserata a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata, come somministrare carichi di allenamento inadeguati in base a età, genere, struttura e capacità fisica, oppure forzare ad allenarsi Atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché l’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. Rientrano anche i comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze vietate o pratiche di doping.
Molestia sessualeQualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, verbale, non verbale o fisico, che comporti uno stato di sofferenza fisica e/o psicologica, anche solo generando grave disappunto, fastidio, disturbo, disgusto. Può consistere in un linguaggio del corpo inappropriato, osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, richieste indesiderate o altre forme di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante.
Abuso sessualeQualsiasi comportamento o condotta a connotazione sessuale, con o senza contatto, considerata non desiderata, o il cui consenso è estorto, costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere nel costringere un Tesserato/una Tesserata a condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare, anche di nascosto, il/la Tesserato/a in condizioni e contesti intimi.
NegligenzaIl mancato intervento di un esponente federale (Dirigente, Tecnico o qualsiasi soggetto tesserato) che, presa conoscenza di uno degli eventi o comportamenti di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato, o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse verso i bisogni fisici e/o psicologici del/della Tesserato/a.
IncuriaLa mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo.
Abuso di matrice religiosaL’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne il culto in privato o in pubblico, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Bullismo, cyberbullismoQualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo, messo in atto personalmente o attraverso social network o altri strumenti di comunicazione, in maniera isolata o ripetuta nel tempo, ai danni di uno o più Tesserati/e, con lo scopo di esercitare un potere o un dominio nei loro confronti. Può includere umiliazioni, critiche sull’aspetto fisico, minacce verbali, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o danneggiamento di oggetti della vittima.
Comportamenti discriminatoriQualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio-economico, prestazioni sportive, capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale.

Ogni altro comportamento, contegno, atteggiamento, che configuri una condotta di abuso, violenza e discriminazione e che sia comunque contraria alla normativa, deve considerarsi rilevante ai fini dell’applicazione delle disposizioni emanate nell’ambito dell’attività di Safeguarding, facendo salvo ogni altro profilo di responsabilità in ambito civile, penale e federale.

4. Responsabile per le politiche di Safeguarding

Allo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui Tesserati nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del D.lgs. n. 36/2021, il Kyoto Judo Kai a.s.d. nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, di seguito anche “Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding”, e lo comunica alla FIJLKAM all’atto di affiliazione/riaffiliazione.

La nomina del Responsabile è adeguatamente resa pubblica mediante immediata affissione presso la sede sociale e la pubblicazione del nominativo e dei contatti sulla homepage del sito internet della società, oltre ad essere comunicata al Safeguarding Officer della Federazione.

5. Selezione degli operatori sportivi

Nella selezione dei candidati per le funzioni di operatori sportivi – tra cui Insegnanti Tecnici, Accompagnatori, Preparatori atletici, Massaggiatori, Medici sociali – al fine di garantire che siano idonei a operare nell’ambito delle attività giovanili e in diretto contatto con i Tesserati e le Tesserate minori, l’organo direttivo del Kyoto Judo Kai a.s.d. procederà:

  1. a un colloquio preliminare con il candidato in merito alle tematiche di safeguarding, alla presenza anche del Responsabile per le politiche di safeguarding del sodalizio;
  2. alla verifica presso gli uffici federali della sussistenza di precedenti disciplinari, a carico del candidato, nelle ipotesi previste dal presente codice e dalla normativa in materia di politiche di safeguarding;
  3. all’acquisizione obbligatoria delle idonee certificazioni rilasciate da parte delle autorità competenti relative ai precedenti penali del candidato.

5.1 Verifiche periodiche

Almeno una volta per ogni anno sociale successivo a quello in cui è sorto il rapporto con l’operatore sportivo, Kyoto Judo Kai a.s.d. è tenuta ad acquisire, in forma di autodichiarazione, l’aggiornamento sullo stato dei carichi pendenti penali e disciplinari.

Le dichiarazioni false rese al Kyoto Judo Kai a.s.d. verranno valutate, a ogni effetto, alla stregua della fattispecie di cui il soggetto sia reso responsabile.

6. Conservazione documenti

La documentazione e le informazioni acquisite nell’ambito delle attività previste dagli articoli precedenti, sono accessibili esclusivamente al rappresentante legale del Kyoto Judo Kai a.s.d., al personale dello stesso a tale scopo delegato e al Responsabile per le politiche di safeguarding.

Il supporto (cartaceo, digitale) contenente il materiale di cui sopra, rimane opportunamente custodito presso la sede del Kyoto Judo Kai a.s.d., nel rispetto della normativa vigente.

7. Informazione

Kyoto Judo Kai a.s.d. si impegna a diffondere l’adozione del presente codice nonché dei protocolli adottati attraverso i Modelli Organizzativi e di Controllo dell’attività sportiva mediante:

  • pubblicazione sul proprio sito istituzionale, mediante accesso dalla homepage, del presente codice, dei Modelli Organizzativi e di Controllo dell’attività sportiva e delle eventuali modifiche;
  • consegna al momento dell’atto di sottoscrizione del tesseramento, a qualsiasi titolo e in qualsiasi qualità, del testo del presente codice e dello schema dei Modelli Organizzativi e di Controllo dell’attività sportiva nonché all’atto di stipula di qualsiasi rapporto con gli operatori sportivi; la sottoscrizione del modulo di accettazione varrà anche come quietanza di ricezione della documentazione ricevuta;
  • consegna a tutti i Tesserati, a tutte le Tesserate e a tutti gli operatori sportivi dei suddetti documenti in caso di modifiche apportate agli stessi in costanza di rapporto, con contestuale sottoscrizione del modulo di accettazione che varrà anche come quietanza di ricezione della documentazione ricevuta.

8. Formazione e aggiornamento

Tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai Tesserati e alle Tesserate minori del Kyoto Judo Kai a.s.d. frequenteranno periodicamente corsi di formazione e aggiornamento organizzati a tale scopo e di cui il Kyoto Judo Kai a.s.d. darà adeguata informazione.

I corsi potranno essere organizzati dal Kyoto Judo Kai a.s.d., dalla Federazione a livello centrale o a livello periferico anche attraverso le Strutture Territoriali.

9. Incompatibilità e conflitti di interesse

Il rappresentante legale e gli operatori sportivi del Kyoto Judo Kai a.s.d. sono incompatibili con la funzione di Responsabile per le politiche di Safeguarding in ogni struttura sportiva se direttamente coinvolti nell’attività con i Tesserati e le Tesserate minori.

Eventuali conflitti di interesse in materia, che non trovino un naturale e tempestivo componimento nel contesto del Kyoto Judo Kai a.s.d., saranno devoluti, per ogni opportuno provvedimento, al Responsabile per le politiche di safeguarding istituito presso la Federazione.

10. Procedure e sanzioni

I soggetti che pongano in essere comportamenti riconducibili alle fattispecie di cui all’art. 3 del presente codice saranno sottoposti al procedimento sanzionatorio nell’ambito del medesimo sodalizio, ai sensi delle norme dello statuto del Kyoto Judo Kai a.s.d.

Ove la prosecuzione dell’attività nel contesto del Kyoto Judo Kai a.s.d. possa arrecare pregiudizio ai Tesserati e/o alle Tesserate, potrà disporsi la sospensione cautelare dalle attività sportive in attesa della definizione del procedimento endoassociativo.

Dell’avvio del procedimento di cui sopra nonché dell’esito dello stesso dovrà essere data tempestiva notizia al Responsabile per le politiche di safeguarding del sodalizio e al Responsabile per le politiche di safeguarding istituito presso la Federazione.

I componenti degli organi e degli uffici del Kyoto Judo Kai a.s.d. coinvolti nell’espletamento delle procedure di cui al presente articolo assumono l’onere di riservatezza.

Restano salve le azioni e i provvedimenti del Responsabile per le politiche di safeguarding istituito presso la Federazione, della Procura Federale e degli Organi di Giustizia Federali.

11. Rinvio

Per quanto non previsto nel presente Regolamento si rinvia a tutte le disposizioni vigenti in materia.

12. Entrata in vigore e modifiche

Il presente Codice, approvato a norma dello Statuto del Kyoto Judo Kai a.s.d., come le eventuali successive modifiche, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione e viene trasmesso al Responsabile per le politiche di safeguarding istituito presso la Federazione, per l’attività di vigilanza che gli è propria.

Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva

(MOC) – Rev. 0 del 06/06/2024

1. Premessa

Il presente Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva (di seguito anche MOC), disciplina gli strumenti per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere o discriminazione per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale ovvero per le ragioni di cui al D.Lgs n. 198 del 11 aprile 2006 attuati in danno ai Soci e Tesserati del Kyoto Judo Kai a.s.d., specie se minori d’età.

Il MOC recepisce inoltre le disposizioni di cui al D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021 e al D.Lgs n. 39 del 28 febbraio 2021 nonché le disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI n. 255 del 25 luglio 2023.

Il MOC integra, infine, quanto stabilito nei seguenti documenti del Kyoto Judo Kai a.s.d.:

  • Atto Costitutivo e Statuto Sociale;
  • Regolamento Interno;
  • Ogni altro documento o atto emesso dal Kyoto Judo Kai a.s.d.

Il Kyoto Judo Kai a.s.d., con il tramite del Consiglio Direttivo e a firma del Presidente, emana il seguente Modello di Organizzazione e Controllo finalizzato al controllo dell’attività sportiva per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione di cui al d.lgs. n. 198/2006 o per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, età o orientamento sessuale.

2. Responsabile per le politiche di Safeguarding

2.1 Nomina del Responsabile

Allo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui Tesserati nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del D.lgs. n. 36/2021, il Kyoto Judo Kai a.s.d. nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, di seguito anche “Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding”, e lo comunica alla FIJLKAM all’atto di affiliazione/riaffiliazione.

Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni dovrà essere di comprovata moralità e competenza in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere regolarmente tesserato alla FIJLKAM;
  • non aver riportato condanne penali anche non passate in giudicato per i seguenti reati: art. 600-bis (prostituzione minorile); 600-ter (pornografia minorile), 600-quater (detenzione o accesso a materiale pornografico), 600-quater.1 (pornografia virtuale), 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 604-bis (propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione etnica e religiosa), 604-ter (circostanze aggravanti), 609-bis (violenza sessuale), 609-ter (circostanze aggravanti), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-quinquies (corruzione di minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 609-undecies (adescamento di minorenni);
  • non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o inibizioni sportive definitive complessivamente superiori ad un anno, da parte delle FSN, delle DSA, degli EPS e del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti.

La nomina del Responsabile è adeguatamente resa pubblica mediante immediata affissione presso la sede sociale e la pubblicazione del nominativo e dei contatti sulla homepage del sito internet della società, oltre ad essere inserita nel sistema gestionale federale, secondo le procedure previste dalla regolamentazione federale.

Il Responsabile dura in carica quattro anni e può essere riconfermato.

In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni o per altro motivo, il Kyoto Judo Kai a.s.d. provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile.

L’incarico di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocato ancora prima della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, ovvero per il venir meno dei requisiti necessari alla sua nomina, con provvedimento motivato dell’organo preposto del sodalizio. Della revoca e delle motivazioni è data tempestiva notizia al Safeguarding Officer della FIJLKAM. Il Kyoto Judo Kai a.s.d. provvede alla sostituzione con le modalità di cui sopra.

Al Kyoto Judo Kai a.s.d. il “Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding” è nominato nella persona del Sig. Diego Ferrari, con delibera del Consiglio Direttivo in data 24/06/2024.

2.2 Doveri del Responsabile

Il Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding è tenuto a:

  • promuovere la corretta applicazione del Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati della FIJLKAM nell’ambito della società, nonché l’osservanza e l’aggiornamento dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei Codici di condotta adottati dagli stessi;
  • adottare le opportune iniziative, anche con carattere d’urgenza, per prevenire e contrastare nell’ambito del proprio sodalizio ogni forma di abuso, violenza e discriminazione nonché ogni iniziativa di sensibilizzazione che ritiene utile e opportuna;
  • segnalare al Safeguarding Officer della FIJLKAM eventuali condotte rilevanti e fornire allo stesso ogni informazione o documentazione richiesta;
  • rispettare gli obblighi di riservatezza imposti dai Regolamenti FIJLKAM;
  • formulare all’organo preposto le proposte di aggiornamento dei Modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei Codici di condotta, tenendo conto delle caratteristiche del sodalizio;
  • valutare annualmente l’adeguatezza dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta nell’ambito del proprio sodalizio, eventualmente sviluppando e attuando sulla base di tale valutazione un piano d’azione al fine di risolvere le criticità riscontrate.

3. Finalità

Le norme e le previsioni contenute nel presente MOC richiamano e sono conformi alle Linee Guida adottate dalla FIJLKAM attualmente in vigore e costituiscono l’insieme delle regole di condotta a cui tutti gli appartenenti al Kyoto Judo Kai a.s.d. sono tenuti ad uniformarsi al fine di:

  1. promuovere il diritto di tutti i tesserati ad essere tutelati da ogni forma di abuso, violenza o discriminazione;
  2. promuovere una cultura e un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i Tesserati, specie se minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;
  3. rendere consapevoli i Tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi e responsabilità;
  4. individuare e attuare adeguate misure, procedure e politiche di Safeguarding, anche in conformità alle raccomandazioni del Safeguarding Officer istituito dalla FIJLKAM volte a ridurre i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di Tesserati minori;
  5. provvedere alla gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
  6. informare i Tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
  7. incentivare la partecipazione dei componenti del Kyoto Judo Kai a.s.d. alle iniziative organizzate dalla FIJLKAM nell’ambito delle politiche di Safeguarding;
  8. garantire il coinvolgimento di tutti coloro che partecipano, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di Safeguarding del Kyoto Judo Kai a.s.d.

4. Ambito di applicazione

I soggetti tenuti al rispetto del presente documento sono:

  • tutti i tesserati del Kyoto Judo Kai a.s.d.;
  • tutti coloro che intrattengono rapporti di lavoro o volontariato con il Kyoto Judo Kai a.s.d.;
  • tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intrattengono rapporti con il Kyoto Judo Kai a.s.d.

4.1 Validità e durata

Il presente MOC è elaborato con validità quadriennale (nell’ambito del quadriennio olimpico che scadrà il prossimo dicembre 2028) e comunque aggiornato ogni qual volta necessario per recepire le eventuali modifiche e integrazioni dei Principi Fondamentali, le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding.

4.2 Descrizione revisioni

La presente revisione 0 è la prima emissione.

5. Diritti e doveri

5.1 Generalità

Ai Tesserati sono riconosciuti i diritti fondamentali:

  • a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito federale;
  • alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
  • a che la salute e il benessere psico-fisico siano garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.

Coloro che prendono parte, a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione e/o ruolo, all’attività sportiva del Kyoto Judo Kai a.s.d., in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela degli indicati diritti dei Tesserati riportati nel presente MOC.

Il Kyoto Judo Kai a.s.d. e tutte le parti interessate sopra indicate si conformano alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 36 del 28 febbraio 2021, nonché alle disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del CONI in materia, dell’Atto Costitutivo, dello Statuto Sociale e del Regolamento Interno del Kyoto Judo Kai a.s.d. e adottano ogni necessaria misura per favorire il pieno sviluppo fisico, emotivo, intellettuale e sociale dell’Atleta, la sua effettiva partecipazione all’attività sportiva nonché la piena consapevolezza di tutti i Tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele.

A tale fine è fondamentale che tutte le parti interessate e, in primis, il Consiglio Direttivo del Kyoto Judo Kai a.s.d.:

  • assicurino la promozione di una cultura e di un ambiente inclusivi, che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i Tesserati, in particolare minori;
  • garantiscano l’uguaglianza e l’equità e la valorizzazione delle diversità;
  • assicurino la consapevolezza dei Tesserati in ordine ai propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
  • attuino adeguate misure, procedure e politiche di Safeguarding, anche in conformità alle raccomandazioni del Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le Politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti dei minori;
  • assicurino la gestione tempestiva, efficace e riservata delle segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutela dei segnalanti;
  • informino i Tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolar modo, sulle procedure per la segnalazione degli stessi;
  • promuovano la partecipazione dei Tesserati alle iniziative organizzate dal Kyoto Judo Kai a.s.d. nell’ambito delle politiche di Safeguarding adottate;
  • promuovano il coinvolgimento proattivo di tutti coloro che partecipano, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività sportiva del Kyoto Judo Kai a.s.d. nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di Safeguarding.

5.2 Strumenti

Il presente MOC prevede misure e procedure di prevenzione e contrasto verso ogni condotta di abuso, violenza o discriminazione, comunque consumata in ogni forma, anche omissiva o commissiva mediante omissione, e/o modalità, perpetrata di persona, indirettamente o anche attraverso mezzi informatici, quali il web (siti, blog, ecc.), la posta elettronica, i sistemi di messaggistica istantanea, i social network, la programmazione di sistemi di intelligenza artificiale e altre eventuali tecnologie telematiche/informatiche.

5.3 Fattispecie di reato

Di seguito si descrivono le seguenti fattispecie di abuso, violenza e discriminazione (reati):

Abuso psicologicoQualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del Tesserato/della Tesserata, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali.
Abuso fisicoQualunque condotta consumata o tentata – tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti –, che sia potenzialmente in grado di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, delle lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore tanto da comprometterne una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un Tesserato/una Tesserata a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata, come somministrare carichi di allenamento inadeguati in base a età, genere, struttura e capacità fisica, oppure forzare ad allenarsi Atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché l’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. Rientrano anche i comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze vietate o pratiche di doping.
Molestia sessualeQualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, verbale, non verbale o fisico, che comporti uno stato di sofferenza fisica e/o psicologica, anche solo generando grave disappunto, fastidio, disturbo, disgusto. Può consistere in un linguaggio del corpo inappropriato, osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, richieste indesiderate o altre forme di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante.
Abuso sessualeQualsiasi comportamento o condotta a connotazione sessuale, con o senza contatto, considerata non desiderata, o il cui consenso è estorto, costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere nel costringere un Tesserato/una Tesserata a condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare, anche di nascosto, il/la Tesserato/a in condizioni e contesti intimi.
NegligenzaIl mancato intervento di un esponente federale (Dirigente, Tecnico o qualsiasi soggetto tesserato) che, presa conoscenza di uno degli eventi o comportamenti di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato, o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse verso i bisogni fisici e/o psicologici del/della Tesserato/a.
IncuriaLa mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo.
Abuso di matrice religiosaL’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne il culto in privato o in pubblico, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Bullismo, cyberbullismoQualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo, messo in atto personalmente o attraverso social network o altri strumenti di comunicazione, in maniera isolata o ripetuta nel tempo, ai danni di uno o più Tesserati/e, con lo scopo di esercitare un potere o un dominio nei loro confronti. Può includere umiliazioni, critiche sull’aspetto fisico, minacce verbali, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o danneggiamento di oggetti della vittima.
Comportamenti discriminatoriQualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio-economico, prestazioni sportive, capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale.

Ogni altro comportamento, contegno, atteggiamento, che configuri una condotta di abuso, violenza e discriminazione e che sia comunque contraria alla normativa, deve considerarsi rilevante ai fini dell’applicazione delle disposizioni emanate nell’ambito dell’attività di Safeguarding, facendo salvo ogni altro profilo di responsabilità in ambito civile, penale e federale.

6. Modello di organizzazione e di controllo (MOC) adottato

Il MOC adottato al Kyoto Judo Kai a.s.d. stabilisce:

  • protocolli di prevenzione e gestione dei rischi;
  • la gestione delle segnalazioni;
  • le modalità di prevenzione e gestione del rischio in relazione ai fenomeni di abusi, violenze e discriminazioni, con la definizione delle funzioni e delle relative responsabilità in ordine alla prevenzione, alla gestione delle segnalazioni, alla comunicazione;
  • gli obblighi informativi.

6.1 Protocolli di prevenzione e gestione dei rischi

Nella previsione delle buone pratiche di Safeguarding, sono compresi i seguenti:

Fase – rischioAttivitàResponsabile
Selezione Insegnante Tecnico, CollaboratoreIl processo di selezione è accurato per tutti coloro che sono a contatto con i minori a ragione dell’attività sportiva, in particolare per Insegnanti Tecnici e Accompagnatori, attraverso la verifica preliminare, come ad es. l’acquisizione delle idonee certificazioni rilasciate da parte delle autorità competenti relative ai precedenti penali e dei curricula/referenze.Presidente del Kyoto Judo Kai a.s.d. – Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding
Selezione Insegnante Tecnico, CollaboratoreSottoscrizione ed accettazione del presente MOC e del codice di condotta.Insegnante Tecnico – Collaboratore
InsegnamentoDurante gli allenamenti, le manifestazioni sportive e ogni attività che coinvolge minori, si assicura l’attuazione di quanto sottoscritto nel presente MOC e nel codice di condotta.Insegnante Tecnico
Accesso agli spogliatoiSeparato per genere. Vietato l’ingresso agli estranei (non vale per famigliari o accompagnatori).Insegnante Tecnico – Collaboratore
Manifestazioni sportiveConsenso sottoscritto da parte di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli Atleti e delle Atlete minorenni in occasione di impegni sportivi fuori dalla sede del Kyoto Judo Kai a.s.d. Supervisione dell’Insegnante Tecnico coinvolto.Accompagnatori
Accertamento di illecitoAssicurare che i Medici Sportivi e gli Operatori Sanitari, che riscontrino i segni e gli indicatori delle lesioni, delle violenze e degli abusi, informino il Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding e il Responsabile Federale delle politiche di Safeguarding perché siano attivati senza indugio, nel rispetto della disciplina vigente, i presidi necessari, ivi compresa l’adozione di adeguati protocolli che consentano l’assistenza psicologica o psico-terapeutica ai Tesserati vittime di comportamenti lesivi.Presidente del Kyoto Judo Kai a.s.d. – Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding

6.2 Contrasto dei comportamenti lesivi

Il MOC del Kyoto Judo Kai a.s.d. stabilisce:

  • la promozione di buone pratiche e adeguati strumenti di allerta precoce, ossia la rapida individuazione di situazioni di rischio e/o di pericolo di comportamenti lesivi e/o strumentali agli stessi, attraverso incontri tra il Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding, gli Insegnanti e gli Accompagnatori;
  • i provvedimenti da adottare al Kyoto Judo Kai a.s.d., senza indugio, nelle immediatezze dei rilievi di cui al punto sopra, nonché per ogni altra violazione delle disposizioni e dei protocolli di cui al MOC, che richieda un intervento immediato, per la gestione delle segnalazioni.

6.3 Gestione delle segnalazioni

Chiunque ravvisi o venga a conoscenza di fenomeni di abuso, violenza, discriminazione o comunque lesivi per la dignità della Persona, immediatamente deve informare in modo verbale o per iscritto il Sig. Diego Ferrari, Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding, reperibile anche all’indirizzo email safeguarding@kyotojk.it.

Tutte le informazioni saranno trattate con il rispetto della riservatezza e nel modo più tempestivo.

Il Sig. Diego Ferrari costituisce un canale di comunicazione sicuro e confidenziale utile per consentire alle vittime o a chiunque abbia conoscenza, di procedere alla segnalazione di tali situazioni ai soggetti designati, con un sistema che garantisca:

  • la rapida gestione delle segnalazioni;
  • la riservatezza sulle segnalazioni;
  • l’informativa ai titolari della responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli Atleti e delle Atlete minorenni vittime dei comportamenti lesivi, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per il minore.

Restano ferme tutte le iniziative, le procedure e le sanzioni previste dall’Ordinamento Federale, anche nei confronti delle segnalazioni che si rivelino manifestamente infondate o inoltrate in mala fede.

6.4 Obblighi informativi e altre misure

Il MOC del Kyoto Judo Kai a.s.d. viene pubblicato ed esposto presso la sede sociale per garantire la pubblicizzazione delle politiche di Safeguarding. Ne viene data inoltre pronta comunicazione in occasione del tesseramento o del suo rinnovo o in riunioni con i Tesserati.

Analogamente la trasmissione delle informazioni di eventuali casi segnalati, è assicurata nel rispetto degli obblighi di riservatezza, prevedendo, tra l’altro:

  • l’obbligo di immediata comunicazione;
  • l’obbligo di informazione, al momento del tesseramento, del MOC del Kyoto Judo Kai a.s.d. nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile del Kyoto Judo Kai a.s.d. per le politiche di Safeguarding (Sig. Diego Ferrari);
  • la diffusione e la pubblicizzazione periodica presso i Tesserati delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi.

7. Norme finali

Per quanto non esplicitamente previsto si rimanda a quanto prescritto dallo Statuto della FIJLKAM, nonché nel Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati e nel Codice di Condotta.

Il presente Regolamento, approvato dall’organo direttivo, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.

Contatti

Responsabile per le Politiche di Safeguarding

Sig. Diego Ferrari – safeguarding@kyotojk.it